Domande frequenti

Consulenza fiscale

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Da dove possiamo partire per conoscere la nostra situazione debitoria?

L’ Estratto di Ruolo è il primo passo, è una sorta di estratto conto della nostra posizione verso l’Agenzia delle Entrate e Riscossioni. Spesso crediamo di essere al corrente di quanto sia l’ammontare dei nostri debiti verso l’Agenzia delle Entrate e Riscossione, ma solo attraverso la richiesta dell’estratto di ruolo possiamo avere una fotografia precisa della nostra situazione.
Nell’estratto di ruolo troviamo elencate tutte le cartelle esattoriali emesse e notificate al contribuente.
L’Agenzia delle Entrate e Riscossione per poter procedere al recupero del credito con le procedure che oramai quasi tutti conoscono (pignoramento, ipoteca, fermo amministrativo) ha la necessità che le cartelle esattoriali siano state notificate correttamente.
La verifica della correttezza della procedura è quindi fondamentale per eventualmente impugnare la cartella e anche l’estratto di ruolo che la contiene.
Purtroppo la maggior parte di noi è convinta che la battaglia contro Agenzia delle Entrate e riscossione è impossibile ma invece la realtà ci dice che una volta su due l’imprenditore batte il fisco.

Come richiedere l’estratto di ruolo?

È molto semplice. Bisogna accedere all’area dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate, cliccare su situazione debitoria – consulta e paga. Si può entrare direttamente con lo SPID e verificare i documenti da saldare o saldati

Si può impugnare l’estratto di ruolo?

Si, ci sono diversi presupposti per impugnare l’estratto di ruolo.
– mancata o irregolare notifica delle cartelle di pagamento contenute nell’estratto di ruolo
– prescrizione delle cartelle di pagamento
– vizi nella notifica delle cartelle

Quali sono i tempi per le prescrizioni degli avvisi di accertamento e di addebito esecutivi? E per le cartelle di pagamento del bollo auto?

Tutte le cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento esecutivi e gli avvisi di addebito dell’INPS esecutivi si prescrivono dopo 5 anni dalla notifica, tranne le cartelle di pagamento relative al bollo auto che si prescrivono dopo solo 3 anni dalla notifica.
La prescrizione non è però un automatismo, va eccepita attraverso un consulente specifico

Che cos’è un fermo amministrativo?

Il fermo amministrativo è un procedimento cautelare che l’Agenzia delle Entrate e Riscossioni può attivare al fine di recuperare i debiti che il contribuente ha nei confronti del fisco.
A seguito del fermo amministrativo, il veicolo non può circolare e deve essere custodito in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio.
Per verificare l’iscrizione di un fermo amministrativo è sufficiente recarsi presso il pubblico registro automobilistico PRA ed effettuare una visura sul veicolo di tua proprietà

Cos’è un’ipoteca?

L’ipoteca rappresenta un diritto reale a favore di un creditore su beni o su diritti relativi a beni immobili o mobili registrati del debitore, o di un terzo che lo garantisce, al fine di assicurare con la vendita forzata dei medesimi l’adempimento di una obbligazione.
L’ipoteca attribuisce ai creditori il diritto di espropriare anche in confronto del terzo acquirente i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dalla espropriazione.

Che cos’è un pignoramento?

Il pignoramento è l’atto con cui ha inizio l’espropriazione forzata su istanza del creditore. La sua funzione è quella di vincolare i beni del debitore da assoggettare all’esecuzione, sottraendoli alla sua disponibilità e rendendo inefficaci nei confronti del creditore procedente e dei creditori eventualmente intervenuti, gli atti di disposizione compiuti dal debitore relativamente ai beni pignorati in epoca successiva al pignoramento.

La vendita di un immobile all’asta estingue il debito?

L’azione esecutiva che si conclude spesso con la vendita all’asta di un immobile non sempre estingue il debito. Spesso al danno si aggiunge la beffa perché le somme ricavate dalla vendita del bene esecutato non sono sufficienti ad estinguere il debito all’origine dell’azione esecutiva che nel frattempo è aumentato in maniera esponenziale mentre invece il prezzo della vendita ribassa ad ogni vendita.
Succede quindi che si perde l’immobile, la casa costruita con tanti sacrifici e si rimane comunque parzialmente debitori.
Rivolgersi ad un professionista è indispensabile per tutelarsi al meglio

Che cos’è un’intimazione di pagamento?

È l’atto con il quale l’Agenzia delle Entrate e Riscossioni invita il contribuente a pagare una determinata somma di denaro ponendo un termine perentorio.
Nel caso in cui il destinatario non fosse in grado di saldare la somma richiesta, Agenzia delle Entrate procederà con le azioni esecutive quali iscrizioni ipotecarie e/o pignoramenti anche presso terzi.
Appena si ricevere un’intimazione è fondamentale verificare le possibilità di impugnarlo.

Se ricevo una cartella di pagamento, un fermo amministrativo, un’intimazione di pagamento, un pignoramento o un’ipoteca, cosa posso fare?

In questi casi, la scelta più corretta è rivolgersi ad un legale specializzato o a una struttura associativa sul territorio che si occupi con competenza della materia.
Purtuttavia la legge 228/2012 stabilisce che il cittadino possa, direttamente in autotutela, chiedere la “sospensione legale” della riscossione degli importi indicati in una cartella esattoriale se le somme sono state interessate da prescrizione o decadenza intervenuta prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo.
Questa legge può essere utilizzata anche nel caso avessi già pagato la somma richiesta o se hai ricevuto una sentenza o uno sgravio a tuo favore.
La legge prevede che, a pena di decadenza, entro 60 giorni da quando ricevi una cartella di pagamento, un avviso di addebito esecutivo dell’Inps o altro atto da parte dell’ente di riscossione, si possa inviare o presentare una domanda di sospensione del debito in autotutela direttamente al concessionario della riscossione stesso, il quale deve inoltrare la richiesta e i documenti inviati o presentati all’ente impositore-creditore (Inps, Agenzia delle entrate, ecc.)
Entro 220 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l’ente impositore-creditore deve comunicare l’esito dell’esame della dichiarazione, quindi confermare la legittimità del credito contenuto nella cartella di pagamento oppure lo sgravio o l’annullamento del debito.

Cosa succede se Agenzia delle Entrate e Riscossione non produce atti originali?

L’Agenzia delle Entrate e Riscossione deve produrre gli originali degli atti (cartolina, avviso di ricevimento, eccetera), qualora tu ti rendessi conto che esistono presupposti per poter agire in giudizio nei confronti dell’agente della riscossione per annullare il tuo debito, la mancata produzione degli originali ti darà l’opportunità di invalidare tutta la documentazione esibita all’interno del processo. Si tratta di un principio importantissimo ribadito anche dalla corte di cassazione (sentenze n. 23046/2016 e 5077/2017) con cui si riporta, nel corso del processo, l’agente della riscossione sullo stesso piano del contribuente, come è giusto che sia. Nell’ambito di un procedimento civile AeR, ha gli stessi obblighi formali di qualunque contribuente. Tutte le volte che verranno impugnati degli atti successivi alla notifica delle cartelle di pagamento (un estratto di ruolo, un fermo amministrativo, un’iscrizione ipotecaria, un’intimazione di pagamento, un pignoramento del conto corrente, eccetera) la legge stabilisce che l’onere della prova della regolare notifica delle cartelle contenute in questi atti spetta all’agente della riscossione. Ciò vuol dire che sarà quest’ultimo a dover depositare in tribunale tutti i documenti che provano che ha agito in modo conforme alla legge. La cassazione con pronunce recenti e in modo unanime, ha stabilito che per AeR non è sufficiente depositare le fotocopie dei documenti attestanti la regolare notifica della cartella esattoriale o dei suoi atti successivi (esempio, gli atti interruttivi della prescrizione) ma deve in caso di contestazione dettagliata dei documenti da parte del contribuente, depositare obbligatoriamente i documenti in originale (si veda Corte di cassazione sentenze n. 23046/2016 e 5077/2017).
Se in caso di contestazione da parte del contribuente sulla conformità agli originali della documentazione depositata in fotocopia dall’agente della riscossione, quest’ultimo non deposita i documenti attestanti la notifica in originale, la cartella esattoriale

Come richiedere una rottamazione, una rateizzazione o un annullamento del debito?

Se avete ricevuto una cartella esattoriale, un preavviso di fermo amministrativo o iscrizione ipotecaria e siete in una situazione di difficoltà economica ma volete stare tranquilli, c’è la possibilità di rateizzare il debito con AeR in 72 o 120 rate, fermando nel frattempo qualsiasi azione esecutiva.
Fatto ciò, è comunque opportuno verificare il debito perché all’interno dello stesso ci potrebbero essere delle cartelle di pagamento che è possibile annullare. La rateizzazione infatti, non preclude la possibilità di azioni avverso la richiesta di pagamento.
La richiesta di rateizzazione del debito può essere avanzata con una semplice comunicazione da inviare a mezzo raccomandata oppure on-line, o da presentare presso gli sportelli di AeR competente per territorio, utilizzando gli appositi moduli presenti sul sito dell’ente. Generalmente il numero di rate mediante le quali è possibile suddividere il debito è di 72 ma può arrivare, nei casi di difficoltà economica fino a 120.
Nel caso di adesione a un piano di rateizzazione, fino a quando sarai in regola con i pagamenti non potranno essere intraprese azioni esecutive o iscritte misure cautelari nei tuoi confronti.
Inoltre, una volta effettuato il pagamento della prima rata del piano di rateizzazione, è possibile richiedere all’agente della riscossione la sospensione dell’eventuale provvedimento di fermo amministrativo già iscritto. La decadenza dalla rateizzazione si verifica nel caso di mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive.

Sovraindebitamento, quando ricorrere?

Senza una analisi dettagliata della situazione economica del debitore è senz’altro un azzardo affermare se conviene o meno attivare la procedura per sovraindebitamento, ma certo è che è una procedura che può essere utilizzata molto più spesso di quanto sia stato fatto in questi anni anche perché le modifiche legislative entrate in vigore lo scorso 15 luglio la rendono molto più usufruibile.
In ogni caso, purtroppo, una grande fetta della popolazione di questo paese si trova, anche senza rendersene conto appieno, in una situazione di sovraindebitamento che se non affrontata quanto prima, porterà a situazioni sempre più devastanti.
“Quando chi lo interrogava chiese: “Che ne pensi del prestito del denaro?” Catone rispose: “Che ne pensi dell’omicidio?”
In questi ultimi anni il sistema ha incentivato l’indebitamento perché le banche, prestando soldi che producono spesso illegittimamente, hanno fatto lauti guadagni. Però i debiti sono la schiavitù degli uomini liberi e oggi tutti siamo indebitati. Lo Stato è indebitato, le aziende sono indebitate, le famiglie sono indebitate e senza una pace fiscale cui segua una vera riforma economica, il futuro è drammatico.
Oggi purtroppo, non possiamo far altro che difenderci utilizzando lo strumento del denaro: in questo caso trovando le vie legali per non subire un’azione vessatoria da parte dello Stato e delle banche.

È più facile difendersi oggi dalle insolvenze e dalla crisi d’impresa?

Il diritto della crisi d’impresa ha voltato pagina e finalmente con il 15 luglio 2022 è entrato in vigore il tanto atteso Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza già emanato con il decreto legislativo 12 gennaio 2019, n 14.
Oggi più che mai, con la gravissima situazione che attanaglia famiglie e piccole aziende può essere usato per attutire i danni provocati da anni di politiche economiche scellerate.
Utilizzare questa normativa può rappresentare la salvezza per molte famiglie e per molte partite IVA ma l’importante è farsi assistere da professionisti capaci.

Cos’è un’esdebitazione?

È la cancellazione totale dei debiti che non si ha più la possibilità di ripagare.
Si ottiene attraverso l’accesso ad una delle procedure previste dalla Legge 3/2012, conosciuta come la legge antisuicidi.
Attraverso questa procedura verranno cancellati tutti gli elementi pregiudizievoli inseriti nelle banche dati e viene data l’opportunità di ricominciare una nuova “vita commerciale”

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